Sunday, March 18, 2007

Commento del Presidente Olivia Piro, Associazione Il Sole, ONG ONLUS

"Grazie per questa perla letteraria che ci ha offerto permettendo anche a coloro che non conoscono la Sua Terra di apprenderne la nobiltà ed il valore."

Monday, March 12, 2007

Commento di Laura Monachesi

Cara Martha,

un ringraziamento per la preziosa lettura del suo libro "Memorie di una principessa etiope" che con magistrale leggerezza fa ripercorrere un periodo storico triste per gli uomini di qualsiasi razza e posizione, ma anche per la conoscenza di un popolo raffinato e fiero al quale Lei appartiene e mette in risalto le abitudini, le ansie, le gioie e i dolori di un mondo sconosciuto ma così vicino a tutti coloro che abbiano gli stessi sentimenti.

Con amicizia

Laura Monachesi

Sunday, March 04, 2007

Recensione di Agostino Oliveti - ..commovente e straordinario libro di memorie


"Un’agiata e nobile famiglia Etiope e’ travolta da due gravi avvenimenti: la guerra Italo-etiopica nel 1935 e la Seconda Guerra mondiale. L’occupazione del paese e la tragica morte delle persone care costringono la madre della protagonista ad affrontare con determinazione l’esilio e, purtroppo, vivere situazioni drammatiche in un’Europa dilaniata dalla guerra. Un unico pensiero e’ importante per lei. Un solo obiettivo e’ perseguito con tenacia, superando, a volte, anche gli incidenti che le leggi razziali le procuravano: l’istruzione dei figli!. La grande fede e la dterminazione della Signora Atzede sono intensamente sentite nella vicenda che tesse, a mio avviso, la lode di questa madre meravigliosa.

Libro da leggere, consigliato perche’ descrive, dato che e’ vissuta in prima persona, la vita di palazzo in epoca feudale. Ci narra, con particolari inediti, gli usi e i costumi di questa antica civiltà, con il suo corollario di tradizioni millenarie.

La Principessa riesce a farci vivere i suoi momenti spensierati e sereni, i giochi con i fratelli che si svolgevano nel grande ghebbi’ di Addis Abeba, ci fanno ammirare soprattutto la sua devozione per le consuetudini e sottolinea quanto rispetto ci fosse nel rapporto tra figli e genitori.

La storia si sviluppa senza odio né atteggiamenti vendicativi nei confronti di chi ha causato tanto dolore. L’autrice ricorda piuttosto le amicizie Italiane, il bene ricevuto, l’amore delle persone che l’hanno aiutate nei momenti difficili del loro esilio.

Il libro della Principessa Nasibu aggiunge altresì un prezioso tassello alla storia coloniale Italiana, perche’ gli eventi sono narrati da un osservatorio unico ed autentico. Lo raccomando perche’ sono certo che piacerà allo storico e fara’ capire, specialmente ai giovani, che la civiltà non e’ solo benessere ma anche e soprattutto dignità."

Agostino Oliveti

Recensione di Alba Laura Arciello - Pensieri sul tuo libro


"Un sogno dorato, di sete e aromi profumati, di risate argentine, dipalazzi imperiali avvolti da ombrose e fitte vegetazioni, tintinnii dicristalli e fruscii di abiti preziosi, la gioia intessuta nella trama disentimenti profondi, che uniscono una famiglia, nello scenario fantastico quanto reale, di una vita che non da spazio se non all'armonia dei rapporti umani e al profondo rispetto per la natura, aprezzando e vivendo consapevolmente il privilegio della propria condizione.

Uno schianto fragoroso!!! La guerra, terrificante e distruttiva. Non si può sprofondare nell'inferno senza bruciarsi, le ferite interiori sono indelebili. Come sopportare tutto questo senza odiare? Ce lo insegna una donna straordinaria attraverso il suo racconto, nel quale, nel
bene e nel male, scende profondamente nell'umano, lasciando a sua volta una traccia indelebile nella nostra interiorità, perché quando un libro è scritto con il cuore e soprattutto palpita di verità, ognuno di noi, giunto all'ultima pagina, sente che dentro di sé qualcosa è cambiato, e ciò che sembra impossibile diventa realtà... il dolore con il tempo si può trasforma in amore.

Grazie Martha!

Con stima e affetto,

Alba Laura

Giorgio Merlini, compagno di giochi Firenze 1942-44

Cari lettori,

Non finirò ancora di stupirvi se vi racconto che un giorno mi è giunto un plico con una lettera e molte fotografie e subito ha avuto luogo la magia che mi riporta, andando indietro nel tempo, un nome e un’identità si affaccia e si dichiara :

"Sono Giorgio Merlini il vostro compagno di giochi nella Firenze del 1942-44. Sono quello che manca all’appello nel tuo libro quando la seconda guerra mondiale attanagliava dalla fame e dalla paura la popolazione italiana."

Le parole di Giorgio sgorgano così dal suo cuore, dopo che io fremendo dall’emozione gli avevo telefonato :

"Ciao Martha, mi è venuto un tonfo al cuore l’altro ieri a sentire la tua voce : Il tempo mi è sembrato fermarsi a qualche decennio fa, anche se 64 anni sono niente di fronte l’eternità ! Nel tuo libro ho letto con commossa partecipazione la tua storia, che già conoscevo direttamente tramite tua Madre Atzede. Tante volte in questi anni ho tentato di entrare in contatto con Voi perchè mi ero affezionato e tenevo veramente alla Vostra Amicizia ; spesso ho benedetto la sorte che mi aveva dato il privilegio di conoscere da vicino un mondo di sogno che a 14/15 anni incide indelebilmente…A me interessava ascoltare tua Madre quando narrava l’incredibile realtà
romanzesca che aveva dovuto subire con tutti voi ragazzi e che continuava…Ricordo che un giorno, tornando da scuola, la incontrai sul Ponte Vecchio con una borsa da spesa colma di cavolo ed altre verdure.. Ebbene, anche in questa quotidianità, aveva il portamento di una Regina
che io ammiravo tanto. "

Continua ancora l’emozionante racconto di ricordi di Giorgio :

"Quanti ricordi si sovrappongono nella memoria ! Mio padre ed in particolare lo Zio Guido erano onorati della Vostra conoscenza e presero a cuore la vostra situazione cercando con ogni mezzo di rendere meno angosciosi i vostri soggiorni a Firenze."

Giorgio Merlini, oggi architetto in pensione , colma il vuoto che dal labirinto nel profondo abisso la memoria teneva segregato e mi aveva negato il nome di questa generosa famiglia italiana che ha contribuito alla nostra soppravvivenza in quel periodo buio della seconda guerra mondiale.